La storia della email

Oggi ti racconto la storia della email perché la posta elettronica non è stata inventata da un giorno all’altro, ma si è evoluta nel corso degli anni sino a diventare quella che è adesso.

Negli anni Sessanta-Settanta del secolo scorso esistevano solo i mainframe. Questi erano i primi computer che occupavano stanze intere, a cui erano collegati un certo numero di terminali stupidi, in pratica monitor che facevano vedere quello che faceva il mainframe, e non avevano neanche le capacità di calcolo che ha oggi il tuo smartphone, e non erano ancora connessi tra di loro, quindi tutti gli utenti di uno stesso mainframe potevano inviarsi dei messaggi a vicenda, ma solo tra di loro.

Sostanzialmente la posta elettronica non esisteva.

Si pensa che il primo software si chiamasse MAILBOX e fosse in uso al Massachusetts Institute of Technology nel 1965. Praticamente lo usavano i ricercatori per lasciarsi dei brevi messaggi tra di loro che poi venivano letti quando il destinatario faceva il login nello stesso terminale.

Il sistema funzionava ma era estremamente limitato perché tutti dovevano avere accesso a un singolo terminale.

Si ritiene che l’email come la conosciamo ora sia stata inventata da Ray Tomlinson nel 1972.

ray tomlinson inventore della posta elettronica
Ray Tomlinson

Nel 1969 il governo degli Stati Uniti ha implementato ARPANET.

ARPANET è l’acronimo di “Advanced Research Projects Agency NETwork”, in italiano “Rete dell’Agenzia per i progetti di ricerca avanzati”, ed era una rete di computer studiata e realizzata nel 1969 dal DARPA, l’agenzia del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, responsabile per lo sviluppo di nuove tecnologie ad uso militare. Si tratta della forma per così dire embrionale dalla quale poi, nel 1983, nacque internet.

Ray Tomlinson lavorava per Bolt Beranek and Newman, un appaltatore di ARPANET e questo successe quando i mainframe cominciavano ad essere connessi tra di loro in una rete; a quel punto non si trattava più di mandare un messaggio a Mario Rossi, che era collegato allo stesso mainframe, ma era necessario anche indicare a quale mainframe era collegato Mario Rossi proprio perché tutti i mainframe erano collegati in una rete.

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Quindi occorreva trovare un sistema non solo per mandare un messaggio a una persona, ma anche per definire su che mainframe si trovasse quella specifica persona. Ray fu il primo a usare il simbolo @ per indicare il mainframe al quale una determinata persona era connessa, e il messaggio quindi era indirizzato a

nome-della-persona@nome-del-mainframe

Nel 1976 circa il 75% del traffico di Arpanet era di posta elettronica, tanto che a quel punto si cominciò a cercare di capire come fare a mandare queste email anche al di fuori della rete Arpanet.

Da quel momento in poi è stata una continua evoluzione; i mainframe piano piano sono spariti, è iniziata l’era del personal computer, è nato Internet con i domini e il simbolo @ è stato quindi usato per indicare il dominio di appartenenza di quella casella, fino ad arrivare alla posta elettronica che oggi conosciamo, e che è fondamentalmente la stessa da parecchi anni a questa parte visto che non ha mai subito evoluzioni significative.

Aziende come America Online (AOL), Echomail, Hotmail e Yahoo negli anni successivi hanno fatto da volano per la diffusione della posta a livello mondiale. Grazie a loro l’uso di internet è esploso passando dai 55 milioni di utenti del 1997 ai 400 milioni del 1999.

Oggi esistono moltissimi altri sistemi di comunicazione, basti solo pensare ai vari Messenger, WhatsApp, Telegram e così via, ma per ora niente è riuscito a scalfire il predominio della posta elettronica, sicuramente non nel settore business.

Chi non si ricorda dei client di posta elettronica Claris Emailer

claris emailer macintosh
Claris Emailer per Macintosh

oppure del famosissimo Eudora?

eudora windows
Eudora per Windows

Negli anni ’90 e negli anni successivi hanno fatto la loro comparsa le prime mailing list che erano il primo tentativo di tenersi in contatto a livello di gruppo. C’era un indirizzo specifico a cui tutti gli iscritti alla mailing list scrivevano e questi messaggi venivano distribuiti a tutti. Sostanzialmente lo stesso funzionamento di un gruppo Whatsapp odierno.

La mailing list è successivamente sparita o, meglio, ha cambiato modalità di utilizzo, perché gli strumenti di comunicazione si sono evoluti e oggi dove ognuno di noi riceve decine o centinaia di email al giorno, non sarebbe sicuramente sostenibile.

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Negli anni ’80 sono state inventate anche le emoji o emoticons che erano un modo di mostrare il proprio stato d’animo ed erano puramente testuali come ben ricorderà chi ha qualche anno.

Per curiosità sappi che la parola emoji arriva dal giapponese. Il nome deriva da 絵 e (immagine), 文 mo (scrittura) e 字 ji (carattere).

La prima emoji in assoluto risale addirittura al 1862 ed è frutto di una distrazione del tipografo che ha stampato il discorso di Lincoln!

La prima emoji del 1862
La prima emoji del 1862

Ma a parte gli scherzi le prime emoji sono state create nel 1999 dal Shigetaka Kurita per conto di una compagnia telefonica giapponese che voleva un sistema per specificare lo stato d’animo dell’utente.

Le prime emoji di Shigetaka Kurita
Le prime emoji di Shigetaka Kurita

Outlook, il famoso client di posta elettronica di Microsoft, è del 1992. Hotmail è del 19976 mentre nel 1997 nasce Yahoo Mail. Gmail viene lanciato solo nel 2007 ma in breve diventa uno dei servizi di posta elettronica più utilizzati al mondo.

L’ultima evoluzione della email è la posta elettronica certificata o PEC. Si tratta di una email che ha lo stesso valore di una raccomandata e può essere usata anche per comunicare con la pubblica amministrazione.

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La storia della email Oggi ti racconto la storia della email perché la posta elettronica non è stata inventata da un giorno all’altro, ma si è evoluta nel corso degli anni sino a diventare quella che è adesso. Negli anni Sessanta-Settanta del secolo scorso esistevano solo i mainframe. Questi erano i primi computer che occupavano stanze intere, a cui erano collegati un certo numero di terminali stupidi, in pratica monitor che facevano vedere quello che faceva il mainframe, e non avevano neanche le capacità di calcolo che ha oggi il tuo smartphone, e non erano ancora connessi tra di loro, quindi tutti gli utenti
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