Lo spam serve?

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Spam è una parola che ha una connotazione negativa e come spam si identificano le email indesiderate. Ma io mi sono sempre chiesto se lo spam serve.

Lo spam serve?

In realtà la parola spam spesso viene usata impropriamente anche per identificare le email di phishing e di malware mentre, in realtà, spam è solo la posta indesiderata o non richiesta.

Se chiedi informazioni a un’azienda e ti rispondono, ti aspetti l’email e ti serve la risposta, ma se ti arriva improvvisamente un’email per promuovere un prodotto o servizio di cui non hai chiesto nulla, quello è spam.

E lo spam è catalogato sempre come “fastidio”.

Spam buono e spam cattivo

Chiariamo una cosa. Non tutte le email che arrivano, e che considereresti come spam, sono fastidiose. Ho sempre sostenuto che esiste uno spam buono e uno spam cattivo.

Lo spam cattivo comprende tutte quelle email di prodotti fasulli, che nascondono truffe o di qualcuno che, in un modo o nell’altro, cerca di spillarti dei soldi. Classica è l’email con la soluzione definitiva per l’allungamento del pene o che ti propone Viagra o Cialis senza ricetta a prezzi fuori mercato.

Questo è fastidioso e da eliminare subito. Peraltro è quasi tutto in inglese e non è possibile rimuoversi dalla lista perché chi lo manda se ne frega del GDPR e della privacy e non inserisce di sicuro il link di rimozione; quando poi lo fa è fasullo e non fa altro che confermare che tu hai letto l’email.

Lo spam buono è invece composto dalle email di aziende che si propongono con i loro prodotti e servizi. Le aziende sono di solito italiane e le email contengono un link per rimuoversi se non si è interessati.

La presenza del link per la rimozione è per me fondamentale, non solo perché è obbligatorio ma perché permette di non ricevere più le email che non interessano. Il link di rimozione divide anche chi è serio e affidabile da chi invece non lo è perché oggi non è ammissibile che non sia presente in un’email commerciale mandata a più persone. Se non c’è significa che chi sta dietro a queste spedizioni o non conosce la normativa – cosa grave – o se ne frega – ancora peggio – e quindi non gli va dato alcun credito.

Tornando allo spam buono, molto spesso mi è capitato di ricevere email non sollecitate – quindi in teoria spam – di prodotti o servizi che alla fine potevano interessarmi e che ho salvato per tornarci sopra in seguito. Quali siano queste email interessanti dipende da ognuno di noi e dal tipo di lavoro che fa o dagli interessi che ha, quindi non si può generalizzare. Posso solo dire che non tutto lo spam è fastidioso o nocivo.

Se una comunicazione non mi interessa perché fuori dal mio campo di interessi, semplicemente mi rimuovo con un click e non la riceverò più.

Se invece il link di rimozione non è presente, scrivo gentilmente per essere rimosso e se vedo che non succede, minaccio di deferire la cosa al Garante e, di solito, la minaccia funziona. Non sono solito minacciare ma se mandi in giro email senza link per la rimozione, non sei il genere di persona con cui voglio avere a che fare, anche se il tuo prodotto o servizio è interessante.

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Lo spam serve? Spam è una parola che ha una connotazione negativa e come spam si identificano le email indesiderate. Ma io mi sono sempre chiesto se lo spam serve. In realtà la parola spam spesso viene usata impropriamente anche per identificare le email di phishing e di malware mentre, in realtà, spam è solo la posta indesiderata o non richiesta. Se chiedi informazioni a un’azienda e ti rispondono, ti aspetti l’email e ti serve la risposta, ma se ti arriva improvvisamente un’email per promuovere un prodotto o servizio di cui non hai chiesto nulla, quello è spam. E lo spam è catalogato
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