Se la PEC finisce nello spam è valida?

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Domanda interessante questa che mi ha fatto un lettore. Se la PEC finisce nello spam è valida? Vediamolo assieme in base a quello che dice la giurisprudenza.

PEC finisce nello spam

Anche le caselle PEC – che altro non sono che caselle email normali con delle funzionalità particolari – hanno una cartella spam dove possono finire email di spam (sì, arrivano anche sulle caselle pec).

Il vantaggio della PEC è che è possibile disabilitare la ricezione di email che non siano PEC, cioè email normalissime come quelle che spediamo e riceviamo ogni giorno. Questo limita di molto la ricezione di spam ma non lo annulla del tutto.

Diciamo subito che non è una cosa frequente, ma può succedere e la domanda è proprio incentrata su questo punto. Cosa succede se la PEC finisce nello spam e non viene vista o viene addirittura cancellata?

Se la PEC finisce nello spam è valida?

Secondo quanto dice la giurisprudenza, la pec è assolutamente valida anche se è finita nello spam e non è stata vista.

A livello logico, la giurisprudenza ha ragione. La PEC è un mezzo di comunicazione il cui funzionamento deve essere conosciuto da chi ne fa uso.

Le PEC si intendono spedite dal mittente se inviate al proprio gestore e si intendono consegnate se rese disponibili al domicilio digitale del destinatario, salva la prova che la mancata consegna sia dovuta a fatto non imputabile al destinatario medesimo.

Quindi tu hai spedito regolarmente una PEC se hai la ricevuta di consegna e di accettazione e il destinatario l’ha ricevuta se è nella sua casella di posta PEC. La ricevuta di consegna e accettazione ti arriva solo se il processo è terminato regolarmente, quindi non ci possono essere scappatoie.

È il ricevente che deve assicurarsi che la sua casella PEC sia funzionante. Questo lo abbiamo visto in un altro articolo in cui parlavo della validità della PEC nel caso in cui la casella sia piena. Quindi:

rientra nella diligenza ordinaria dell’addetto alla ricezione della posta elettronica (delegato dal titolare, che ne ha la responsabilità) il controllo anche della cartella della posta indesiderata, atteso che in tale cartella ben possono essere automaticamente inseriti messaggi provenienti da mittenti sicuri e attendibili e non contenenti alcun allegato pregiudizievole per il destinatario.

Quindi, come tutti gli strumenti informatici, non si può sostenere che, a causa di una propria disattenzione, la validità della PEC non è concreta e dimostrabile perché si presume la conoscenza dell’utilizzo di detti strumenti. In parole povere si da per scontato che se tu hai una casella PEC sai anche utilizzarla, sai dove guardare e sai come tenerla libera di ricevere altre PEC controllandone lo stato costantemente.

Intendiamoci, nulla di esoterico. Se la casella si sta riempiendo arriva un’avviso, cosa che invece non succede se una PEC finisce nello spam ma, come per la casella di posta ordinaria, un controllo periodico – io dico giornaliero – è da fare proprio per evitare problemi.

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